Considerazioni sul Rituale dell'Apprendista libero muratore - Arturo Reghini

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(con una nota sulla vita e l'attività massonica dell'Autore a cura di Giulio Parise)

Il Vocabolario degli Accademici della Crusca dice: «Frammassone, colui che è ascritto ad una società un tempo segreta». Otto anni dopo questa definizione della Crusca, e cioè nel 1907, Ottorino Pianigiani, nel Vocabolario etimologico della lingua italiana dice a sua volta che la massoneria è quella vasta associazione filantropica una volta segreta, detta anche semplicemente massoneria, che ha per divisa gli strumenti dell'architetto e del muratore come simbolo del progresso universale che è appunto lo scopo che si propone, ed aggiunge che massone è il nome esotico di libero muratore dal francese franc- maçon.

Non è facile in poche righe mettere insieme tante inesattezze e tanti spropositi, anche di carattere filologico. Infatti abbiamo avuto occasione una ventina di anni fa di mostrare coi documenti alla mano come la parola massone sia una vecchia voce medioevale italiana (come del resto la voce loggia), sebbene sia storicamente vero che l'odierno frammassone sia una derivazione ed una italianizzazione del francese franc- maçon introdotta nella lingua italiana circa 150 anni sono. Ma non è questo che preme.

Importa invece rilevare come nessun rituale massonico abbia mai detto che la massoneria ha per scopo il progresso universale; ed anche un profano come il Pianigiani avrebbe dovuto considerare che ciò non può essere, perchè la massoneria esisteva molto prima che in Occidente si diffondesse la credenza nel progresso universale, nonchè come sarebbe alquanto assurdo e superfluo proporsi come scopo una finalità che per definizione e per natura sarebbe immancabile se esistesse davvero la legge del progresso universale...

(estratto dal Cap. 1°)