Il Pescatore e il Mare - Atmananda

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Un racconto delicato e avvincente che parla di risveglio e di illuminazione.
Questa storia si svolge in un luogo meraviglioso, un angolo di paradiso in Sicilia, vicino Catania con ad Ovest il vulcano Etna e a Est il mare.
Siamo ad Acitrezza, piccolo borgo di pescatori dove la vita sembra scorrere più lenta, almeno d’inverno, mentre d’estate migliaia di turisti alterano la sua fisionomia.
Quel giorno la famiglia di don Sebastiano Scarpuzza, pescatore, era in festa. Era venuto alla luce un bambino, “un mascolo”, come con fierezza aveva annunciato Don Sebastiano. Al piccolo venne dato il nome di Tanino.
Don Sebastiano aveva già due figli che lo aiutavano nella pesca ed accettò di buon grado l’arrivo del terzo, che sarebbe diventato anche lui un pescatore. La barca era abbastanza grande e delle braccia in più facevano di certo comodo.
Tanino si rivelò un bambino a dir poco meraviglioso. Ma ciò che veramente lo interessava, attirandolo come una calamita, era il mare. Rimaneva ore ed ore a guardarlo, ad ascoltare il mormorio delle onde ed a volte entrava in stati di estasi.
La coscienza si espandeva e Tanino non esisteva più, c’era soltanto il mare. Cominciò allora a rivolgersi al mare come alla divinità.