Introduzione alla Medicina Omeopatica - Proceso S. Ortega

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È una sintesi profonda, precisissima e provocatoriamente umile del pensiero e della conoscenza di un grande Scienziato dell'Uomo, della Medicina e dell'Omeopatia. L'Omeopatia sopravvive perché ha sempre guarito i potenti della terra dice Proceso Sanchez Ortega. L'Omeopatia Hahnemanniana sopravviverà eterna finché ci saranno medici omeopatici che La ameranno come lui.
Questo libro è un dono all'Umanità. È un libro che rivoluziona la medicina perché restituisce all'Uomo la sua dignità e alla malattia la sua inevitabile necessità; al paziente e al medico la responsabilità etica del proprio benessere e della propria guarigione. Di fronte alla realtà della malattia, che è la sofferenza dell'uomo e sentendo il desiderio di mitigare quella sofferenza e di aiutarlo nel miglior modo possibile a contrastarla o ad eliminarla, la ragione ci obbliga a gettare le fondamenta del procedimento che renda concreto questo aiuto e a conoscere con maggiore certezza la relazione esistente tra ciò che chiamiamo malattia e ciò che deve essere la sua medicina. Questa è l'apertura del preambolo.
Dalla Storia mondiale dell'Omeopatia alla sua attuale Organizzazione, dalla Dottrina elementare all'Organon, dalla Filosofia antica a quella moderna, dalla Logica all'Etica, dalla clinica alla farmacologia, Proceso Sanchez Ortega ripercorre, con grande rigore logico, le tappe fondamentali del suo insegnamento e del suo pensiero, colorando di tonalità miasmatica ogni sintomo e ogni espressione dell'umana infermità, fino ad arrivare all'ultimo capitolo - L'Omeopatia nella Vita Pubblica - dove suggerisce che quando si è compresa correttamente e integralmente questa dottrina miasmatica è bene applicarla non soltanto alla Medicina, .ma ad ogni considerazione delle manifestazioni e dei diversi comportamenti dell'uomo: Antropologia, Psicologia, Biologia, Religione, ecc., fino a comprendere ancor più, se non l'origine, quanto meno un po' meglio la sua storia, per poterlo aiutare a conseguire la sua più grande realizzazione possibile e preparare il divenire che corrisponda meglio alla sua natura, tanto individuale quanto generica.
Ortega riallaccia gli ultimi fili della tela del grande Maestro di Meissen e li colora del rosso, dell'azzurro e del giallo del miasma, distinguendo scrupolosamente ciò che appartiene al difetto, all'eccesso e alla perversione nella infinita varietà di espressioni del dolore umano. Nel fisico come nel funzionale e nel mentale. Nell'acuto e nel cronico. Nel latente e nel manifesto.