Lasciar Libera la Luna - Eric Baret

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Le conversazioni raccolte nel libro "Lasciar Libera la Luna" sono un invito a celebrare la vita nell’istante, senza la paura di un futuro immaginario.
La trascrizione di questi incontri conserva la forma spontanea delle domande-risposta.
L'autore, Eric Baret, è allievo di Jean Klein e padre di numerose opere tradotte in tutto il mondo. Nutrito dalla tradizione non-dualista dello shivaismo del Kashmir, Baret rimanda all’osservazione di come il corpo esprime le emozioni, all’ascolto.
La visione liberatoria che ne deriva, che l’origine delle nostre sofferenze è illusoria, ci porta ad abbandonare le nostre pretese di sapere.
Frutto della paura, l’impulso di sapere e di volere è la radice delle nostre sofferenze psicologiche. La nostra esistenza spesso non è che una lotta per far trionfare quest’affermazione di superficialità. La costante ricerca di sicurezza è l’ostacolo essenziale alla rivelazione d’una libertà che ci sollecita nonostante tutto a ogni istante di quella che noi chiamiamo la vita ordinaria.
Lasciar libero il mondo dalle nostre proiezioni è la suprema arte espressa dalle grandi tradizioni spirituali.
Quest’ascolto senza appropriazione è la soluzione ai nostri conflitti immaginari, ma assai reali secondo la nostra codifica della vita.
Temuta dal nostro psichismo civilizzato, l’emozione si trova alla fonte di ogni percezione. Accolta senza riserve, quest’energia si libera dalle sue cause apparenti e diviene il canto della vita, silenzio della persona. Eco della condanna originale e senza appello alla gioia, la nostra miseria appare allora come il secondo figlio d’una donna sterile.
Fine d’ogni pensiero intenzionale, quest’alchimia dell’emozione costituisce il cuore della tradizione dello shivaismo non duale kashmiro. Questi colloqui ci trovano al centro delle nostre preoccupazioni profane che, nella nostra accoglienza, si rivelano essere la porta dell’essenziale.
Spazzata dal fuoco dell’istante, tutta la resistenza alla vita senza conclusione, al non sapere caro a Jean Klein, si rivela un combattere senza speranza.