Descrizione
(Edizione critica commentata, a cura di Anna Bellon e Corinna Zaffarana)
Pubblicata a Venezia nel 1530, la "Voarchadumia Contra Alchimiam" di Giovanni Agostino Pantheo nasce con l’obiettivo di restituire autorevolezza al Magistero alchemico, distinguendolo dalle pratiche fraudolente di falsari e soffiatori che si proclamavano alchimisti promettendo trasmutazioni facili.
L’opera, la cui stampa beneficiava della concessione del papato e del Consiglio dei Dieci già ottenuta per il precedente Ars Transmutationis metallicae del 1518, introduce il termine Voarchadumia, che Pantheo interpreta come «oro delle due cementazioni perfette» e utilizza per identificare un’Arte ricondotta alla sapienza caldea.
Il trattato illustra procedimenti, strumenti, proporzioni e prove, configurandosi come un’opera eminentemente operativa, nella quale le indicazioni pratiche si integrano con una complessa dottrina della materia e riferimenti alla tradizione ermetica, biblica e cabalistica.
Il volume propone la prima traduzione integrale dell’opera, realizzata a partire dal testo latino e arricchita da note critiche, linguistiche e storico-filologiche. Gli approfondimenti aiutano a comprendere il lessico tecnico, le fonti e i passaggi più oscuri del testo.
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